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martedì 8 marzo 2011

Quale futuro per Enna

in streaming


Enna è la città natale di Enzo, e lui è l'autore di un blog, dove sta scritto: "Consapevole, più o meno, del fatto che la realtà che ci circonda è piuttosto complessa... che viviamo tempi realmente difficili... che la Libertà di pensiero è un Diritto da difendere... che le parole che ci giungono, tramite ogni mezzo di informazione, sono molte volte di difficile interpretazione... nasce "In Altre Parole". Cercherò di semplificare quanto più possibile le informazioni che interessano noi, liberi (per ora) cittadini italiani...".

Un video-documentario sulle dinamiche e gli interessi che ruotano attorno a specifici argomenti nevralgici della città di Enna: Gestione idrica; Raccolta e Gestione dei rifiuti; Università e Parco Urbano... senza dimenticare che ci troviamo al centro della Sicilia e, per quanto bassa possa essere la percezione del fenomeno, ad Enna la mafia non spara, ma controlla...



In Altre Parole: "Buona visione..."




Il film si può anche vedere nel Canale In Altre Parole Livestream.

Per qualsiasi Info contattami sulla email enzomonkey@hotmail.it




sabato 5 febbraio 2011


Temperiamo le matite per l'Acqua Pubblica...



La storia che vedrete e sentirete, nel video che ho postato sopra, è una fantastica vittoria del popolo Boliviano. E visto e considerato che le vittorie del popolo sono quasi sempre considerate come uno smacco al potere, in pochi parlano di questa splendida vittoria... i media, ed in Italia più che mai (tranne pochissime eccezioni), sono la voce del potere, ma per fortuna abbiamo la rete per prendere consapevolezza ed agire.

In Italia l'acqua è già privata in tanti comuni (Enna, la mia città, è tra questi), mentre sugli altri comuni si allungano le mani delle solite Società per Azioni... con un unico obiettivo: profitto.

Il Forum italiano dei movimenti per l'acqua, formato da cittadini attivi, responsabili e coscienti del fatto che l'acqua è una risorsa che non vede avere un padrone, da anni è in strada tra la gente per sensibilizzare la gente sulla battaglia per l'acqua pubblica. Dopo il fantastico successo della Raccolta Firme per il Referendum (1 milione e 400mila firme), adesso si continua con la sensibilizzazione e l'informazione per raggiungere tutti i cittadini italiani e invitarli ad andare a votare per il Referendum che si terrà in questa primavera.

Tenetevi informati su questa battaglia, tramite questo blog e sul sito del Forum italiano dei movimenti per l'acqua (www.acquabenecomune.org)...


In Altre Parole: "Iniziamo a temperare bene le matite in vista del Referendum primaverile, per sbarrare 2 SI per l'Acqua Bene Comune..."



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Oggi voglio ricordare: Paolino Riccobono


Ragazzino ucciso dalla mafia il 19 gennaio 1961.
Aveva 13 anni.

Il padre era stato ucciso la sera del 16 novembre 1957, mentre rincasava. Il fratello Giuseppe fu sequestrato ed assassinato nel 1960. Un altro fratello, Natale, venne eliminato a metà degli anni '70, poco dopo la scarcerazione. Per Paolino Riccobono, ragazzino di 13 anni dal cognome segnato, la mafia non ebbe alcuna pietà. Venne ucciso con quattro fucilate di lupara la sera del 19 gennaio 1961, sulle pendici del monte Billiemi a Tommaso Natale, una borgata di Palermo. I primi due colpi lo raggiunsero in pieno petto, gli altri due lo raggiunsero alle spalle mentre tentava la fuga disperata sulle pendici del monte dove pascolava le sue pecore.

Fonte: La strage degli eroi

giovedì 2 settembre 2010


Rientro nel girone



Dopo le vacanze estive, accompagnate dal totale disinteresse (voluto) per ciò che accadeva nel resto del mondo, si riaccende il pc e si ricomincia a leggere e scrivere. Non per tutti naturalmente. In Italia, non avranno più la fortuna di insegnare (a leggere e scrivere) ai loro alunni, quei docenti che da anni insegnavano e quelli che si apprestavano a farlo, perchè il modello "azienda privata" è sbarcato da un po' di tempo nel "settore" Cultura. Università, Scuole medie superiori, Scuole medie inferiori ed Asilo devono essere "gestiti con perfetta razionalità economica" ed avere una "concorrenza", per evitare situazioni di inefficienza e spreco del denaro pubblico. Parlando più terra terra: chi paga di più studia meglio, se gli va di studiare, altrimenti acquista gli esami e va bene uguale... il resto non è concorrenziale.
In fondo in fondo bisogna ammettere che leggere e scrivere non è poi un bisogno vitale. Prendete le donne e gli uomini delle caverne, non leggevano e non scrivevano, eppure mangiavano, bevevano, si amavano e campavano felici (più da morti che da vivi, visto gli anni che si campava allora)... comunque spero che tu sappia leggere, sennò per chi ho scritto fin qui?...
Rimanendo in tema di "bisogni vitali" è importante sapere che senza l'Acqua il corpo umano muore, ma è altrettanto onesto affermare che se qualcuno difende il Diritto di accesso all'Acqua, senza lucro, è tecnicamente più vicino alla morte... chiedete a Giuseppe Barbaro, Consigliere Comunale di Borgetto (Palermo).


In Altre Parole, citando Ascanio Celestini: "Gioite! Il futuro è una merda! E lo stanno costruendo per noi!"



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Oggi voglio ricordare: Calogero Cangelosi


Era la sera del 1° aprile 1948. Non faceva più freddo e la piazza di Camporeale pullulava di contadini, che discutevano animatamente tra loro. In quei giorni, l’argomento era sempre lo stesso: le elezioni politiche del 18 aprile e la «lezione» che la povera gente avrebbe potuto dare a "lorsignori", i padroni del feudo. Anche alla Camera del lavoro quella sera si era tanto parlato di questo, insieme alle lotte da organizzare per l’applicazione dei decreti Gullo sulla divisione del grano a 60 e 40 e sulla concessione alle cooperative contadine delle terre incolte e malcoltivate degli agrari. Poi, Calogero Cangelosi, quarantunenne segretario della Cgil, guardò l’orologio, si accorse che si era fatto tardi e salutò i presenti per tornare a casa. «Calogero, aspetta che ti accompagniamo noi», gli dissero Vito Di Salvo, Vincenzo Liotta, Giacomo Calandra e Calogero Natoli. Il loro non fu un gesto di cortesia, ma un modo per proteggere il dirigente sindacale, che era nel mirino della mafia. L’offerta di una «scorta», insomma. Tutti e cinque uscirono dalla sede della Camera del lavoro, che si trovava in piazza, e si avviarono verso via Perosi, dove Cangelosi abitava con la moglie, Francesca Serafino di 35 anni, e i suoi quattro figli: Francesca di 11 anni, Giuseppe di 5, Michela di 3 e Vita di appena 2 mesi. Erano quasi arrivati, quando dalla parte alta di via Minghetti, che faceva angolo con via Perosi, si udì un crepitare di mitra. Decine di colpi, sparati in rapida successione e ad altezza d’uomo, si abbatterono sull’intero gruppo. Colpito alla testa e al petto, Cangelosi cadde per terra, spirando all’istante. Anche Liotta e Di Salvo furono colpiti e feriti gravemente. Miracolosamente illesi rimasero, invece, Calandra e Natoli. Erano le 22.30. Il rumore degli spari attirò tanta gente. Qualcuno capì quello che era accaduto ed andò di corsa a chiamare i cognati del sindacalista ucciso e i parenti dei due feriti. Questi ultimi furono trasportati all’ospedale, mentre Cangelosi fu portato nella casa del suocero. La moglie Francesca stava allattando la piccola Vita, seduta su una seggiola, quando arrivò un fratello a chiamarla. Immediatamente lasciò la neonata ad una vicina di casa e corse a casa del padre. Calogero era stato sdraiato sul letto, col corpo crivellato dai proiettili. Urla, scene di disperazione. Poi arrivarono i carabinieri, fecero le domande di rito e raccomandarono di non toccare il cadavere fino all’arrivo del magistrato per la perizia. Allora Camporeale faceva ancora parte della provincia di Trapani e passarono ben quattro giorni prima che un giudice del capoluogo si degnasse di mettere piede in paese. «Nel mentre mio marito era gonfiato tutto, fino a diventare irriconoscibile», avrebbe poi raccontato la moglie. Finalmente si poterono svolgere i funerali, a cui parteciparono tutti i contadini del paese e dei comuni del circondario. In mezzo a loro e accanto ai familiari di Cangelosi c’era anche il segretario nazionale del Partito Socialista, Pietro Nenni, venuto ad onorare il suo compagno di partito, 36esimo sindacalista assassinato dalla mafia in quegli anni del secondo dopoguerra. Il 35esimo era stato Placido Rizzotto a Corleone (10 marzo) e il 34° Epifanio Li Puma a Petralia Sottana (2 marzo). Disperazione e rabbia si toccavano con mano. Erano palpabili. «La sera del 16 aprile ’48 - racconta Nicola Cipolla, uno dei capi contadini siciliani di quel periodo - al comizio di chiusura della campagna elettorale, i mafiosi scomparvero tutti dalla piazza per paura dei contadini». Ed accadde un «miracolo»: il 18 aprile il «Fronte Democratico Popolare», composto dal Psi e dal Pci, fu sconfitto in tutta la Sicilia, ma non a Camporeale, dove ottenne ancora più voti delle regionali del ’47. Fu l’ultimo regalo di Calogero Cangelosi ai suoi contadini. Per quell’omicidio, la giustizia «ingiusta» di allora non riuscì nemmeno ad imbastire un processo. Nonostante tutti sapessero che a dare l’ordine di morte era stato il proprietario terriero "don" Serafino Sciortino, mentre a sparare ci avevano pensato il capomafia Vanni Sacco e i suoi «picciotti», si procedette contro «ignoti», che tali rimasero per sempre. Poi sulla vicenda cadde il silenzio.


Fonte: Dino Paternostro, Quotidiano “La Sicilia” del 30 marzo 2008, p. 39.







venerdì 4 giugno 2010


Il PD in Sicilia mente spudoratamente sull'Acqua




Quelle sopra sono alcune foto scattate a Catania, ma per quel che so io c'è una Sicilia tappezzata da questi manifesti FALSI e FUORVIANTI... FALSI, perchè non è affatto vero che l'acqua è tornata ad essere pubblica in Sicilia con il tanto osannato Articolo 50 (in realtà n. 49, dopo delle modifiche) voluto tanto dal PD ed inserito nella Finanziaria della Sicilia...
L'articolo n. 49 NON RIPUBBLICIZZA UN TUBO (per rimanere in tema), ma prevede soltanto l'attuazione della legge n. 191/2009 (art. 2, comma 186 bis) che determina lo scioglimento delle Autorità d'Ambito Territoriale (che NON sono gli ATO: ambiti territoriali ottimali)...
Tornando ai manifesti, questi sono FUORVIANTI perchè la gente, con l'informazione pessima che si ritrova, non ci sta capendo più nulla... Pubblico un dialogo, preso da una mail inviata al Forum Siciliano dei Movimenti per l'Acqua da un membro che raccoglie le firme, per capire le difficoltà di comunicazioni che si sono venute a creare con la MOSSA DEMAGOGICA DEL PD...


(Membro del Forum)

Signora/e vuole firmare per il referendum nazionale contro la privatizzazione dell’acqua promosso dal Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua?

(Loro)

“ …Oh Si grazie, ma io ho già firmato!!. Ho firmato subito!”

(Membro del Forum)

Scusi quale ha firmato? Sono gli stessi di questi?Li guardi”

(Loro)

“ Si, si… , veramente non ricordo se sono uguali, ho firmato al gazebo di IDV”

(Membro del Forum)

“No, Signora/e , ci scusi….quelli sono altri quesiti…ora le spieghiamo (SEGUE SPIEGAZIONE)

(Loro)

Ma davverooo??!

(Membro del Forum)

Si

(Loro)

E allora cosa faccio?

(Membro del Forum)

Firmi questi tre quesiti e poi mi raccomando andiamo tutti a votare!!!

(Loro)

Ma scusate….però da noi l’acqua non già è già pubblica ? Così mi hanno detto, la nostra assemblea regionale ha levato tutte le privatizzazioni.

E poi anche il PD ha fatto la legge e adesso l’acqua è pubblica. Ci sono tutti i cartelloni per strada

(Membro del Forum)

No, no, signora/e….Non è vero, è tutto falso. Ora le spiego (SEGUE SPIEGAZIONE)

(Loro)

Ma davveroooo????

(Membro del Forum)

Si, e anche la stampa e i media certamente ci hanno messo del loro.

(Loro)

“ e’ incredibile……siamo in mano a nessuno”….

Ma scusate però i Sindaci con le Associazioni hanno presentato una legge , anche quella non vale?

(Membro del Forum)

No Signora/e …quella è ancora un’altra cosa …. E comunque alcuni movimenti non appoggiamo quella proposta, perché all’interno esiste ancora la possibilità delle S.p.a. Ora Le spiego . (SEGUE SPIEGAZIONE)

(Loro)

Senta ......ma la mia amica ha firmato in internet !!!!

(Membro del Forum)

No, Signora/e…quelle firme non valgono per questo referendum, lo dica alla sua amica.

La prego Signora/e ….Firmi questi quesiti e poi , mi raccomandando…..al momento del voto, dobbiamo essere tanti, tantissimi.!!

(Loro)

Va bene!...Grazie per le spiegazioni e grazie per quello che fate. Porterò altre persone.!!!


E poi, quando la gente non vuol più sentir parlare di partiti politici, questi pagliacci da strapazzo si chiedono: "perchè c'è in giro questa aria di antipartitismo?"... Bene, posso suggerirvi qualche spunto di riflessione... Perchè prendete per il culo la gente, Perchè siete vecchi ed affaristi, Perchè di democratico vi è rimasto soltanto il nome...


In Altre Parole: "Andate a firmare per i quesiti Referendari del Forum dei Movimenti per l'Acqua... SIAMO GIA' A 797.543 FIRME, a livello nazionale, ma puntiamo al milione..."


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Oggi voglio ricordare: Serafino Lascàri

Ragazzino (15 anni) ucciso dalla mafia e dallo Stato nella Strage di Portella della Ginestra, l'1 maggio 1947.





giovedì 27 maggio 2010


Salutiamo la pensione ma Lottiamo più di prima




Firmate per i tre quesiti Referendari promossi dal Forum dei Movimenti per l'Acqua Pubblica nelle piazze italiane...
Situazione dell'Acqua ad Enna


Se i dati dell'articolo di Repubblica.it sono veri o veritieri, non importa la perfezione in percentuale ma l'andazzo complessivo, questo ha un senso... Sui giovani graverà il peso delle scelte sbagliate di chi c'ha governato in passato e di continua a governare, curandosi (ieri come oggi) prevalentemente del proprio interesse personale ai danni della collettività. Riportando una parte del testo dell'articolo, è doverosa una considerazione: "Nessun titolo di studio sembra in grado di proteggere i giovani dall'impatto della crisi. La flessione dell'occupazione per chi ha un titolo di studio non superiore alla licenza media è particolarmente critica (-11,4 per cento), ma rimane rilevante anche per i diplomati (-6,9 per cento) e per i laureati (-5,2 per cento). Tanto che il tasso di disoccupazione giovanile in Italia (25,4 per cento) è più del triplo di quello totale (7,8 per cento) e più elevato di quello europeo (19,8 per cento)".
Tutto questo non è casuale, anzì posso dire con certezza che è merito della nostra classe politica e dirigente, che si è limitata a non opporsi alla svendita dei Diritti importantissimi: il Lavoro, L'Istruzione, La Sanità... nel nome del liberismo soft (di sinistra) ed hard (di destra).

A questo punto vi chiederete: "ok ed allora? Cosa facciamo?" Bene, purtroppo non ho una soluzione in mano, altrimenti mi sarei candidato, però posso consigliarvi di cominciare a farvene una ragiona su quel che ci aspetta e Lottare Uniti e con Forza affinché non ci vengano portati via quei Diritti conquistati con Tanta Forza dalla Gente Coraggiosa che c'ha preceduto.

Lottare significa avere dei nemici da combattere per il raggiungimento dello scopo... quindi è bene ricordarvi, visto che a breve sarete chiamati (io non ci sarò) a mettere un'ingenua crocetta su un pezzo di carta, che in Sicilia la mafia (dalla bassa manovalanza ai colletti bianchi) è un freno molto grande che non permette l'attuazione dei Nostri Diritti... Così, chi vuole combattere seriamente la mafia non beve neanche un caffè assieme ad uomini che in passato cercavano di fare affari con mafiosi...
La regola del "Ci conosciamo tutti e siamo tutti amici" deve finire... e lasciare il posto ad un'altra Norma Comportamentale, secondo me Doverosa, che recita "Noi dobbiamo lavorare insieme per migliorare la nostra condizione quotidiana, ma se tu vuoi conteporaneamente farmi credere di fare i nostri interessi ed essere amico di chi non fa i nostri interessi... allora non ci sto, non mi prendi per il culo e non ti stringo neanche la mano".


In Altre Parole: "Chi ha orecchie per intendere intenda... Chi no... gli do una mano. Parlo delle persone candidate nel Pd ennese che conosco, che si dichiarano Antimafia, ma che alla fine sostengono che Crisafulli è pulito penalmente o comunque lottano con il Pd per combatterlo dall'interno... Scusate il paragone, più che altro per l'animale che potrebbe offerdersi, ma è più pulito un maiale e poi nella lotta ci si macchia di merda".


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Oggi voglio ricordare: Giovanni Grifò

Ucciso dalla mafia e dallo Stato nella Strage di Portella della Ginestra 1 maggio 1947.






Non so perchè è spuntata la pubblicità sotto...
Se qualcuno sa dirmi come si disattiva lo ringrazierei tanto.

domenica 9 maggio 2010

L'Articolo 50 della Finanziaria Sicilia, sulla Gestione Integrata del Servizio Idrico,
NON RIPUBBLICIZZA UN BEL NULLA



Lo spiega, con una mail, Luigi Meconi del Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua.

Cari amici della Sicilia – salviamo l’acqua bene comune e non merce – salviamo i beni comuni - salviamo i Comuni.


Il vostro Consiglio Regionale mi sembra che non vi abbia capito.


Questo articolo 50 sulla Gestione Integrata del Servizio Idrico della finanziaria 201
0 Regione Sicilia sembra aria fritta. Forse peggio.

Il quadro generale del confuso legislatore nazionale mira al passaggio del SII a competitività e concorrenza, cioè al mercato (ultima norma, l’articolo 23-bis…). Con lo Stato, o il Pubblico, Regolatore (l’Autority nuova entrata, o che sta per entrare; visti i pronunciamenti di maggioranza e opposizione).


A me sembra che l'articolo 50 della Regione Sicilia sia totalmente coerente con il predetto quadro. Non a quanti vogliono recuperare, o togliere a competitività e concorrenza, al mercato, il governo dei beni comuni, ma a questo quadro iper capitalistico.


Anzi, mi sembra faccia peggio.


1) Mette paletti contro l’abrogazione degli ATO (commi 2 e 3). L'ATO, dal 2006 persona giuridica pubblica, con tanto di burocrazia, abbinato alle Spa, persone giuridiche private, con altra burocrazia, ha raddoppiato i costi del servizio. Quando il Servizio Idrico era gestito da Consorzi, quest'ultimo, persona giuridica pubblica, era insieme Ambito e Gestore; quindi con costi infinitamente inferiori. Aziende Speciali e Consorzi con coerenti forme di democrazia partecipativa, sono esattamente quanto contenuto nella Proposta di legge popolare promossa dal Forum e sottoscritta da oltre 400mila cittadini, dalla vostra Proposta di legge regionale per la ripubblicizzazione del Servizio Idrico deliberata da oltre 140 Consigli Comunali e infine da quanto si vuole con i tre Referendum di cui si sta raccogliendo le firme in tutta Italia.

2) Al comma 4 questo articolo 50 lascia integralmente salva la filosofia liberista, o per la privatizzazione, dell’articolo 23-bis rispetto ai servizi già pubblici e già locali.
3) Richiamando poi, questo comma 4, senza incertezze, il comma 8 lettera e) dell’articolo 23-bis, dal momento che tutti sappiamo che tutti gli affidamenti del SII come di molti altri Servizi comunali provinciali regionali (rifiuti eccetera) a Società a capitale interamente pubblico o misto “non rientrano nei casi di cui alle lettere da a) a d)” del predetto comma o che sono in violazione Trattato Ue rispetto ai principi di libertà di stabilimento, insediamento e concorrenza e quindi “cessano comunque entro e non oltre la data del 31 dicembre 2010 senza necessità di apposita deliberazione dell’ente affidante”, questo comma 4 crea false aspettative e false speranze ai non pochi Comuni interessati.

Per convincersi di quanto dico al punto 3) sulle irregolari società a capitale interamente pubblico o misto dei nostri comuni province e regioni invito a fare una comparazione degli Statuti di queste Spa e Srl a capitale interamente pubblico o misto, con quanto dice la Corte di giustizia Ue nella sentenza C-573/07 del 10 settembre 2009 rispetto a una richiesta di pronuncia pregiudiziale su una Spa in house italiana. Dovete però leggere, studiare, tutti i punti della Sentenza. Fino alla fine.


Ho sotto gli occhi la bellissima Proposta di legge regionale d’iniziativa popolare (Bozza). E’ di prima che qualche malaccorto politico ci infilasse la Spa. Tornate a quella. Visto che l’hanno approvata 140 Comuni; senza la Spa.


Questi 140 Comuni, e tutti gli altri, se non vogliono ritrovarsi in brache di tela, cioè senza più servizi a cittadini e imprese, è bene che tornino a questa Proposta di legge e che mettano in tutte le loro piazze banchetti per raccogliere firme di tutti i propri cittadini ai 3 Referendum promossi dal Forum dei movimenti per l’acqua bene comune e non merce.


Se c'è un aspetto di quanto costruito fin qui per riprendere quanto perso, cioè il senso dei beni comuni, è l'aver sempre usato con i cittadini un linguaggio chiaro. Un linguaggio chiaro com'è anche la vostra Proposta di legge regionale per la ripubblicizzazione dell'acqua. Guai se avvicinandoci, come ovvio, alla politica dentro le istituzioni, come un Consiglio Regionale, perdiamo questa chiarezza. Peggio se la perdiamo entrando in contraddizione non solo con i cittadini, ma anche con l'Istituzione pubblica più vicina al cittadino, il Comune; in questo caso i 140 Consigli Comunali che hanno deliberato approvando la vostra Proposta di legge popolare.

Non c'è tra gli studiosi chi non sappia dei pericoli per le Autonomie Locali, per i Comuni e per la democrazia, del Centralismo Regionale (verrebbe da chiedere ai Consiglieri della vostra Regione se hanno istituito il Consiglio delle Autonomie Locali di cui all'art. 123 della Costituzione ultimo comma e cosa, nel caso lo avessero istituito, ha detto su questo articolo 50 della loro finanziaria).


Con l'acqua poi, non è possibile scherzare e temere confronti con chi ha espropriato un bene comune che è dell'umanità da millenni. Se si perde l'acqua, se si perde la sua gestione, è un po' perdere anche noi stessi.


Non posso non concludere ricordando due cose:

1) Alberto De Monaco di Aprilia che ripeteva ai numerosi Sindaci del Coordinamento Nazionale dei Comuni per l'acqua pubblica quanto elaborato all'ultimo incontro nazionale di Aprilia; cioè che il movimento o si regge su questi 3 capisaldi o non è: 1) il Cittadino e forme avanzate di democrazia partecipativa, 2) i Comuni, 3) i Lavoratori dei pubblici servizi.
2) L'appello di Riccardo Petrella perché il tema dell'acqua bene comune e non merce si colleghi con l'Europa. Si sta da tutti paventando i rischi di una Europa incentrata solo sul mercato e quasi assente sul sociale. Io penso con Petrella che l'acqua può diventare un fortissimo motivo per lanciare il tema dell'Europa sociale. Anche qui, cara Antonella, che tanto hai fatto per la proposta di legge regionale per la ripubblicizzazione dell'acqua, e cari coraggiosi Sindaci da me sentiti, non servono scorciatoie e linguaggi men che chiari. Se la Regione sbaglia, i Comuni si debbono sentire; o si passa a qualcosa che non ha nulla a che vedere con la democrazia.
Un saluto

7 maggio 2010 Luigi Meconi


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Oggi voglio ricordare: Peppino Impastato
(Cinisi, 5 Gennaio 1948 - Cinisi, 9 Maggio 1978)


Giovane attivista, politico e conduttore radiofonico italiano, famoso per le denunce delle attività della mafia in Sicilia. Nel 1978 si candida nella lista Democrazia Proletaria alle elezioni comunali. Viene assassinato dalla mafia nella notte tra l'8 e il 9 maggio 1978, nel corso della campagna elettorale, con una carica di tritolo posta sotto il corpo adagiato sui binari della ferrovia. Pochi giorni dopo, gli elettori di Cinisi votarono il suo nome, riuscendo ad eleggerlo, simbolicamente, al Consiglio Comunale.






venerdì 30 aprile 2010


L'Acqua ad Enna?... Solo per Affari (S.p.A.)



L'Italia dei Valori si comporta come gli altri partiti politici... in che senso? La disinformazione rende "gloria" al partito. Parlo del Referendum per l'Acqua Pubblica. L'Idv era inizialmente all'interno del Forum dei Movimenti per l'Acqua, ma da un mese a questa parte ha deciso di fare da sola ed in maniera diversa rispetto al Forum. Si perchè i Referendum che proporra l'Idv saranno tre: uno sull'acqua, uno sul nucleare e l'ultimo sul legittimo impedimento. Non entrerò nel merito dei due referendum sul nucleare e sul legittimo impedimento (che devo ancora leggere e che potrebbero essere anche validi) ma sottolineo la differenza sostanziale sull'acqua. Nel precedente post ho spiegato cosa propone il Forum dei Movimenti per l'Acqua e non starò qui a ripeterle, invece vi dirò quello che propone l'Idv con il suo quesito: il contentino, che nella sostanza non cambia di molto la situazione attuale, toglie l'obbligo della gestione idrica ai privati (cosa prevista nel Referendum del Forum dei Movimenti per l'Acqua) ma non va oltre... Resterà una facoltà degli enti locali quella di scegliere se il Servizio Idrico dovrà restare in mano al privato o andare al pubblico. Nella sostanza la mossa del'Idv, come i vertici dei partiti politici ci hanno ormai abituato, è quella di far credere che ci si muova con convinzione per la ripubblicizzazione dell'Acqua (cosa che fa il Forum e l'Idv ha preso le distanze) mentre toglie soltanto l'obbligatorietà e lascia in mano alle "menti illuminate politiche" degli enti locali la scelta.
Preciso che si può firmare presso tutti i banchetti (Forum dei Movimenti per l'Acqua e Idv) senza compromettere la propria firma, però così facendo non ci sarebbe coerenza oggi ed un domani quando saremo chiamati al voto per il Referendum...

Ed Enna com'è messa?...
Ad Enna (e in tutta la Provincia) l'Ente Gestore del Servizio Idrico è in mano ad una Società Consortile (Consorzio di Società per Azioni) di nome Acqua Enna S.p.A.
Al suo interno troviamo quattro S.p.A.:

- Enìa S.p.A. con il 46%:
una multiutility nata dalla fusione avvenuta nel marzo 2005 tra AGAC, AMPS e TESA, aziende municipalizzate operanti nel settore dei servizi pubblici nelle Province di Parma, Piacenza e Reggio Emilia. Enìa, strutturata sul modello di una holding con sede direzionale a Parma e tre società operative territoriali (SOT) che mantengono il radicamento nella realtà di riferimento, fornisce servizi di pubblica utilità: gas, energia elettrica, acqua, rifiuti, teleriscaldamento, a un bacino di oltre un milione di abitanti;

- GGR S.p.A. con il 46%:
che non si capisce bene cosa sia, visto che risulta come una Impresa Edile con recapito in Via S. Agata n. 90 ad Enna (EN, 0935 - 26463), ma non esiste alcun sitoweb sulla S.p.A.;

- Sicilia Ambiente S.p.A. con il 5%:
Sicilia Ambiente S.p.A nasce nel 1989 su iniziativa degli Enti Locali Ennesi con l'obiettivo di promuovere una gestione imprenditoriale dei Servizi Pubblici Locali in ambito sovracomunale e, quindi, per superare la criticità delle gestioni in economia. Sicilia Ambiente è soggetta alla Direzione e Coordinamento della Società EnnaEuno S.p.A. (la stessa EnnaEuno S.p.A. che ha provocato, tramite Falso in Bilancio, un danno all'erario di 22.510.243,08 euro), ai sensi dell’art. 2497 del Codice Civile; di fatto Sicilia Ambiente è in un rapporto di subordinazione rispetto alla Società d’Ambito, in quanto ne costituisce un “organismo strumentale” nello svolgimento dei servizi ad essa istituzionalmente demandati;

- Smeco S.p.A. con il 5%:
società che si occupa della depurazione e del trattamento delle acque, con sede amministrativa in via A. Baldovinetti 83, 00142 ROMA (Tel. 06 5035116 _ Fax 06 5190563). Anche per questa S.p.A. non esiste un sitoweb.

Ad Enna l'acqua è in mano a Privati, ma in pochi ne parlano ed in modo che non si faccia tanto rumore. Se si mettono al corrente i cittadini su quel che potrebbe significare buttare fuori le S.p.A. dalla gestione dell'Acqua?...

La cosa mi fa rabbia ma non mi stupisce... anche perchè, un "gran mezzo d'informazione" gratuito ad Enna è un periodico chiamato Dedalo, con pagina finale ospitante lo sponsor (ormai da tanti anni) di AcquaEnna S.p.A....


In Altre Parole: "L'Acqua è una RISORSA di TUTTI e non una merce... ma ad Enna ci si lucra alla grande..."



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Oggi voglio ricordare: Giovanni La Brocca


Carabiniere semplice, viene ucciso dalla mafia
assieme ad altri sette militari
il 28 gennaio 1946 a Gela (Caltanissetta),
in quella che fu denominata la Strage di Feudo Nobile.


Errata Corrige: la Smeco SpA, di AcquaEnna SpA, detiene il 3%.



Si scrive Acqua, ma si legge Democrazia





Si scrive Acqua, ma si legge Democrazia. E' il messaggio del Forum italiano dei movimenti per l'Acqua. Forum composto da tanti cittadini impegnati, da tanto tempo ma anche da poco (è il mio caso), per raggiungere un obiettivo: Ripubblicizzazione dell'Acqua. Ma perchè l'acqua non è pubblica? Purtroppo no... il fatto che l'acqua continui ad uscire dal rubinetto non la rende pubblica in automatico, se chi gestisce il Servizio Idrico (S.p.A, società miste, eccetera) matura del Profitto da redistribuire a chi detiene le azioni. L'acqua non è una merce, ma un bene comune senza la quale non è possibile vivere dignitosamente, chiedetelo a quelle popolazioni che fanno ore di strada per raggiungere una sorgente o pozzo d'acqua potabile ogni giorno... In Italia, nel 2006 con il Decreto Legislativo n. 152 (c.d. Codice dell'Ambiente), nel 2008 con la Legge n. 133 e nel 2009 con la modifica di alcuni punti della legge n. 133/2008 tramite decreto (Decreto Ronchi), si è compiuta la privatizzazione del servizio idrico rendendo l'acqua un bene mercificabile. Il 24 e il 25 Aprile in tutta Italia è partita la Campagna Referendaria per l'Acqua Pubblica... si sono già raccolte 100 mila firme (ne servono 500 mila per il Referendum).

Si raccolgono le firme per 3 quesiti Referendari, che in ordine andrebbero ad abrogare:

1. L’art. 23 bis (dodici commi) della Legge n. 133/2008, eliminando di fatto la gestione del servizio idrico affidato a soggetti privati attraverso gara o affidato a società a capitale misto pubblico-privato, all’interno delle quali il privato sia stato scelto attraverso gara e detenga almeno il 40%.

In Altre Parole: "Abrogare questa norma significa contrastare l’accelerazione sulle privatizzazioni imposta dal Governo e la definitiva consegna al mercato dei servizi idrici in questo Paese".

2. L’art. 150 (quattro commi) del D. Lgs. n. 152/2006 (c.d. Codice dell’Ambiente), eliminando le uniche modalità di affidamento del servizio idrico: la gara o la gestione attraverso Società per Azioni a capitale misto pubblico privato o a capitale interamente pubblico.

In Altre Parole: "L’abrogazione di questo articolo non consentirebbe più il ricorso né alla gara, né all’affidamento della gestione a società di capitali, favorendo il percorso verso l’obiettivo della ripubblicizzazione del servizio idrico, ovvero la sua gestione attraverso enti di diritto pubblico con la partecipazione dei cittadini e delle comunità locali".

3. L'art. 154 del Decreto Legislativo n. 152/2006 (c.d. Codice dell’Ambiente), eliminando quel che consente al gestore di ottenere profitti garantiti sulla tariffa, caricando sulla bolletta dei cittadini un 7% a remunerazione del capitale investito, senza alcun collegamento a qualsiasi logica di reinvestimento per il miglioramento qualitativo del servizio.

In Altre Parole: "Abrogando questa parte dell’articolo sulla norma tariffaria, si eliminerebbe il “cavallo di Troia” che ha aperto la strada ai privati nella gestione dei servizi idrici, avviando l’espropriazione alle popolazioni di un bene comune e di un diritto umano universale.".


In Altre Parole: "Cercate il banchetto per la raccolta firme più vicino a casa vostra, presso il sito acquabenecomune.org, ed andate a firmare per i 3 quesiti Referendari".


Nel prossimo post parlerò del Referendum dell'Italia dei Valori, che partirà a breve (1 Maggio) e della Gestione del Servizio Idrico nella mia città (Enna)...


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Oggi voglio ricordare: Emanuele Greco

Carabiniere semplice, viene ucciso dalla mafia
assieme ad altri sette militari
il 28 gennaio 1946 a Gela (Caltanissetta),
in quella che fu denominata la Strage di Feudo Nobile.







sabato 24 aprile 2010


Si parte con la raccolta firme in tutta Italia
PER L'ACQUA PUBBLICA




MESSAGGIO DI ADESIONE AL REFERENDUM


L’acqua è un bene inclusivo, non esclusivo. Un bene di tutti. Non ci può essere mercato, profitto, speculazione su ciò che è indispensabile alla vita. I bisogni delle persone tracciano soglie che non possono essere violate, e che devono restare fondamento e misura della giustizia sociale.

La storia recente ci racconta di popoli coinvolti in conflitti per l’accesso all’acqua, di privatizzazioni che si rivelano monopoli, di mafie pronte a usare la risorse idriche come arma di arricchimento e di ricatto.

Battiamoci allora perché questo servizio sia pubblico nel senso più autentico della parola, denunciando gli sprechi, le distribuzioni inadeguate, le tariffe sproporzionate.

Ma diciamo no una privatizzazione che, come è già avvenuto in altri campi, rischia di risolversi in un ennesimo affare sulla pelle delle persone.

Sono vicino alla vostra battaglia e aderisco, col Gruppo Abele e Libera, al referendum abrogativo sulla privatizzazione dell’acqua.

d. Luigi Ciotti

Fonte: www.acquapubblicatorino.org


In Altre Parole: "Buona Strada a tutti e Buona Lotta!!!..."


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Oggi voglio ricordare: Mario Boscone

Carabiniere semplice, viene ucciso dalla mafia
assieme ad altri sette militari il 28 gennaio 1946 a Gela (Caltanissetta),
in quella che fu denominata la Strage di Feudo Nobile.







sabato 10 aprile 2010

L' ACQUA DEVE ESSERE PUBBLICA





Non so quanti di voi sono a conoscenza del Forum Italiano dei movimenti per l'Acqua e del conseguente Forum Siciliano dei movimenti per l'Acqua... Io sono entrato da pochissimo nelle mailing list dei rispettivi Forum ed ho, vista la costante e pressante quantità di informazioni che mi arrivano per email, un'impressione positiva sull'organizzazione complessiva del Forum.
Critico, affinchè si migliori, l'aggiornamento del Forum Siciliano, che sembra abbastanza trascurato (Es.: solo la Provincia di Agrigento ha segnalato dei Referenti, con un recapito, sulla Pagina Web). Andando avanti, dopo un paio di mail, sono riuscito ad ottenere i recapiti della Provincia di Enna ed ho contattato i referenti di Enna, ma ad oggi nessuna risposta... mi metterò in contatto con gli altri referenti della Provincia.
Inoltre, in questi giorni, ci sono state tante mail tra il Forum Italiano per l'Acqua (che partirà, a breve, con la raccolta delle firme per il Referendum sull'Acqua) e l'Italia dei Valori che vuole un proprio Referendum sull'Acqua.
Riporto una cronostoria, realizzata da marcattac@email.it, intitolata "I FATTI. Tutto quello che avreste voluto sapere sul referendum e l’IdV, ma non avete mai osato chiedere".

19 novembre 2009 : il Governo mette la fiducia e approva, fra l’indignazione generale, l’art. 15.

22 novembre 2009 : Antonio Di Pietro sui mass media annuncia il referendum.

Giorni seguenti :Angelo Bonelli della Federazione dei Verdi e Rosario Trefiletti della Federconsumatori annunciano il referendum sui mass media.

Dicembre 2009 : il Forum italiano dei movimenti per l’acqua incontra le diverse realtà che hanno annunciato l’intenzione di procedere a referendum, proponendo loro un incontro comune tra tutti i soggetti potenzialmente interessati per l’11 gennaio 2010. Sì da Federazione dei Verdi e da Federconsumatori. L’Italia dei Valori –nelle persone di Leoluca Orlando e Domenico Scilipoti- nicchia e ritarda l’incontro.

19 dicembre 2009 : L’Italia dei Valori deposita il quesito sull’acqua. I movimenti ne sono informati dalle agenzie di stampa.

22 dicembre 2009 : dopo telefonate ripetute e senza via di scampo, l’Italia dei Valori incontra il Forum italiano dei movimenti per l’acqua. Leoluca Orlando dice che il deposito del quesito era solo un atto politico di chiusura del lavoro di opposizione parlamentare portata avanti nel mese di novembre contro l’art. 15 e che in nessun caso l’IdV intende fare fughe in avanti o mettere il cappello sull’iniziativa dei movimenti. Dice che parteciperanno senz’altro all’incontro dell’11 gennaio.

9 gennaio 2010 : riunione a Napoli del Coordinamento nazionale del Forum italiano dei movimenti per l’acqua. Si decide che la strada referendaria è praticabile ad alcune condizioni : tre quesiti per aprire la strada alla ripubblicizzazione dell’acqua; distinzione fra comitato promotore (reti associative) e comitato di sostegno (partiti) e inizio raccolta firme dopo le elezioni regionali

11 gennaio 2010 : prima riunione del costituendo Comitato Promotore del referendum. Per l’Italia dei Valori partecipa Leoluca Orlando. Ribadisce che il quesito depositato verrà “congelato” e rispetto alle tre proposte del Forum italiano dei movimenti per l’acqua si pronuncia favorevolmente. Il tutto viene riportato nel report della riunione e mai smentito.

26 gennaio 2010 : seconda riunione del costituendo Comitato Promotore del referendum. Per l’IdV partecipano Leoluca Orlando e Domenico Scilipoti, che ribadiscono il consenso all’impianto complessivo del percorso referendario. Il tutto viene riportato nel report della riunione e mai smentito.

30 gennaio 2010 : riunione a Roma del Coordinamento nazionale del Forum italiano dei movimenti per l’acqua. Si conferma il percorso intrapreso.

Inizio febbraio 2010 : circolano voci sulle intenzioni dell’IdV di procedere autonomamente.

5 febbraio 2010 : in occasione del Congresso nazionale dell’Italia dei Valori, il responsabile Ambiente del partito, Paolo Brutti, prende contatti informali con il Forum italiano dei movimenti per l’acqua (Corrado Oddi, Vittorio Lovera, Paolo Carsetti e Marco Bersani) per dire che rispetto al referendum c’è un problema, legato al fatto che l’IdV vuole stare a pieno titolo nel Comitato promotore. Dice anche che chi ha partecipato alle riunioni – Leoluca Orlando - ha negato di aver dato il consenso alle proposte del Forum italiano dei movimenti per l’acqua. Da quel momento l’Italia dei Valori non partecipa più alle riunioni del Comitato promotore, in attesa di un incontro chiarificatore.

Febbraio 2010 : si attivano tutti i contatti possibili (Scilipoti, Orlando, De Magistris) perché si arrivi all’incontro con l’Italia dei Valori, ovvero in buona sostanza con Antonio Di Pietro, visto che tutti gli interlocutori sinora avuti dichiarano espressamente che la decisione è solo nelle sue mani.

Nel frattempo, il processo referendario prosegue costruendo introno ai tre quesiti referendari proposti dal Forum italiano dei movimenti per l’acqua la più grande coalizione sociale degli ultimi anni. Tale allargamento costante si rende possibile, proprio a condizione del fatto che sia rispettata la distinzione tra soggetti proponenti (realtà associative) e soggetti sostenitori (partiti).

L’incontro inizialmente ipotizzato per il 25 febbraio, viene poi fissato per il 4 marzo e spostato dall’IdV al 12 marzo.

12 marzo 2010 : una delegazione di 35 persone del Comitato promotore incontra l’Italia dei Valori, nelle persone di Luigi De Magistris, Paolo Brutti e Antonio Di Pietro. L’incontro, che verrà da tutte e tutti ricordato per l’esibizione di arroganza da parte di Antonio Di Pietro, si conclude con un nulla di fatto. Di Pietro apre il suo intervento dicendo che i tre quesiti del Forum vanno bene ma che è loro intenzione procedere separatamente poiché non accettano la distinzione fra reti associative e forze politiche proposta dal Comitato promotore. Annuncia un pacchetto di referendum, rispetto ai quali l’IdV procederà per conto proprio. In finale di riunione, Luigi De Magistris e Paolo Brutti –Di Pietro era già in altre faccende affaccendato- chiedono alcuni giorni di tempo per rifletterci sopra e propongono di rivedersi per l’inizio della settimana successiva.

12 marzo 2010 : la riunione del Comitato promotore designa Marco Bersani, Paolo Carsetti e Paolo Beni come delegazione per il successivo incontro.

17 marzo 2010 : Paolo Brutti telefona a Marco Bersani dicendo che, per motivi legati agli impegni di campagna elettorale, non sarà possibile organizzare l’incontro previsto, ma che l’Italia dei Valori ha deciso di astenersi dal procedere nella presentazione di un quesito autonomo. Dice che va bene che il Comitato promotore proceda al deposito dei tre quesiti e propone di rivedersi a campagna iniziata per stabilire forme e modi della collaborazione reciproca.

18 marzo 2010 : poiché una riunione collettiva non può essere sostituita da una telefonata individuale, Paolo Carsetti, Paolo Beni e Corrado Oddi fanno una telefonata in viva voce a Paolo Brutti, che ribadisce le cose precedentemente dette. Viene rinnovato l’invito allo stesso per un incontro e per una conseguente dichiarazione scritta.

19-28 marzo 2010 : tutto tace sommerso dalle elezioni.

29 marzo 2010 : Antonio Di Pietro a “Porta a porta” annuncia intenzione di depositare quesiti referendari entro metà aprile e di iniziare la raccolta di firme il 1 maggio.

31 marzo 2010 : il Comitato promotore deposita i tre quesiti referendari, lancia la campagna con conferenza stampa, stabilisce l’avvio della campagna raccolta firme per il 24 aprile e chiede incontro formale all’IdV.

Inizio aprile 2010 : proseguono tutti i contatti possibili con Leoluca Orlando (irreperibile), Luigi De Magistris e Paolo Brutti per tentare di scongiurare l’iniziativa autonoma dell’IdV.

Il Forum italiano dei movimenti per l’acqua attua una incisiva email-bombing su tutti i parlamentari e gli eurodeputati dell’IdV. Nessuna risposta alla richiesta di incontro.

7 aprile 2010 : Escono prese di posizione di Luigi De Magistris e di Sonia Alfano affinché si arrivi ad un accordo unitario. Dentro i comitati territoriali si registra l’imbarazzo degli attivisti dell’IdV che, totalmente all’oscuro delle decisioni maturate ai vertici del partito, non capiscono perché l’IdV voglia procedere in questo modo.

7 aprile 2010 : Di Pietro scrive al Forum italiano dei movimenti per l’acqua, annunciando il deposito del suo quesito e producendosi in una serie logica di passaggi del tipo : vado da solo perché non mi avete voluto, anzi, vado da solo perché non sono d’accordo con voi, anzi vado da solo perché i vostri quesiti sono giuridicamente sbagliati, ma comunque sono con voi (che non mi volete, che scrivete quesiti che non condivido, che scrivete quesiti giuridicamente sbagliati) e raccoglierò le firme anche per voi. Saremo noi e voi separati ma insieme, quanto ad incontrarvi non ho nessuna intenzione di farlo (?!?)

... questi, ad oggi, i fatti... il resto è favola...



Per tenersi aggiornati sull'organizzazione e l'azione del Forum, a livello Nazionale e Regionale, in vista della Raccolta firme per il Referendum sull'Acqua, vi segnalo gli indirizzi email per aderire al Forum: hyperlink-subscribe@lists.riseup.net (Forum Italiano) e forum.acquasicilia@gmail.com (Forum Siciliano).




In Altre Parole: "Io sono per l'Acqua Pubblica!... Voi?..."


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Oggi voglio ricordare: Pino Camilleri


Sindaco socialista di Naro, viene ucciso dalla mafia il 28 giugno 1946 a Naro (Agrigento).