venerdì 4 novembre 2011

I bambini cattivi dell'Ue


La mia amica, Elenìca, mi scrive dal suo Paese: la Grecia. Come nei post precedenti (“Vi racconto la Grecia” e “Debitocrazia”) non ci sono buone notizie.

Cara Elenìca, anche io, come tu stessa scrivi, non so quel che ci attende, però mi auguro per tutti noi, una vera lotta alle ingiustizie sociali!

Buona lotta e tanto coraggio!

“Ciao Enzo,

non so come descrivere la situazione... tutto cambia ogni giorno, sempre in peggio. Non è un tema di episodi di violenza, ora penso che non è più un tema di debito!!

In principio (1 o 2 anni fa) forse si potevano fare dei piccoli passi. Per esempio in questi mesi cominciano a dare terra pubblica da coltivare, con affitti molto bassi. Questo andava fatto prima. Ed ora, io non sono sicura se questa terra la daranno a gente che ha un reale bisogno o ai grandi proprietari che pagheranno qualcosa in più. 1 o 2 anni fa lo stato ha cominciato a dare l’autorizzazione per installare impianti fotovoltaici. Molti volevano partecipare perché il profitto era assicurato. Alcuni hanno comprato la terra per poter partecipare. A Kavala, la mia città, invece di dare la priorità a molte piccole installazioni, la PPC (Public Power Corporation) ha dato l’autorizzazione a pochissimi grandi proprietari.

Perché lo stato non ha dato un’opportunità alla gente per respirare?

Tali cose mi fanno confondere.

Allora, queste le ipotesi:

  1. La Grecia non ha denaro, però i politici greci non sono stati in grado di vedere neanche le cose semplici che potevano fare, oppure;
  2. La Grecia ha abbastanza denaro per non essere nella posizione nella quale la collocano, però è un buon tema per cambiare l’economia politica in generale contro la gente, o ancora;
  3. La Grecia non ha denaro, i politici greci non sono capaci di migliorare la situazione e tutto questo è una bella opportunità per gli stati potenti di cambiare l’economia in generale, contro il popolo.

Cosa ne pensi tu? Difficile?

L’Europa ha il diritto di decidere tutto. Tutti ammettono che la politica economica, che l’Unione Europea ed il FMI hanno sfogato nei confronti della Grecia, ha di fatto peggiorato la situazione, mentre il popolo fa sacrifici sempre più difficili. Ed ora, che il primo ministro ha chiesto un referendum - che i politici greci non volevano - gli europei fanno ancora questioni! Prima era se volevamo il nuovo accordo, che sarà ancora più duro. Dopo l’intervento di Francia e Germania la questione è se vogliamo essere nell’Euro o no. Alla fine il referendum non ci sarà. Cioè: “la politica che vogliamo per voi non va. Prendete ancora di più. Se no, non c’è niente da discutere, andate via dall’Euro”.

Sembra che presto arriveranno le elezioni, però non ci danno speranza. Non c’è nessuno di meglio da votare, secondo me. E mi sembra che nessuno vorrebbe essere primo ministro ora! Non sono una "io non pago" ma sono già in molti, anche quelli che non hanno da pagare. Non è più un tema ideologico ma un tema pratico.

Siamo il gioco dei grandi d’Europa, anche di quelli che non hanno mai pagato il danno che hanno fatto nel passato alla nostra economia ed alla nostra storia.

Quando la Grecia ha fatto il Mnemonium per il prestito, la Francia voleva continuare l’accordo con la Grecia per l’acquisto di attrezzature militari. Cioè: “non avete denaro, prendete il prestito per pagare anche il nostro accordo”. Allora dov’era la paura europea per la caduta dell’Euro?

Enzo, se io so che tu non hai da pagarmi e se questo è pericoloso per il mio affare, qual è il mio grande sacrificio mentre continuo a farti comprare delle armi?

Siamo ancora i “bambini cattivi” dell’Unione Europea, però nella via dell’Argentina: ogni volta che arriva il periodo per prendere una dose del prestito, vengono stabiliti nuovi requisiti economici. Non sappiamo quale volta sarà l’ultima.

Ora Papandreou chiederà il voto di fiducia e la formazione di un governo comune. Forse sapremo stasera o domani. La Grecia ha bisogno di cambiare tutte le persone del passato. Tutte. E poi? Non lo so. Siamo dentro un’onda che nessuno sa dove va ed è un po’ tardi per riprendere il controllo. Sento che niente dipende da noi. Tutto mi sembra già scritto e noi, il popolo, non sappiamo cosa ci sarà per il nostro paese.

Le mie parole, il mio italiano e le mie informazioni forse non bastano, però so che l’Italia fa la sua propria lotta. Cos’altro possiamo aspettare?

Ciao Enzo.

Un abbraccio,

Elenìca 03 Novembre 2011”




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